Quando più di trecento anni or sono, la Manciuria invase la Cina, i cinesi trovarono un ottimo propellente per la loro ribellione nel tempio di Shaolin, micidiale fucina di combattenti. Con tali scopi rivoluzionari molti civili furono addestrati dai monaci nel kung fu, finché la loro fama spinse alcune spie mancesi a infiltrarsi nel monastero. Esso, in conseguenza di ciò, venne dato alle fiamme dalle forze governative, costringendo i monaci alla fuga. Tuttavia, alcuni di loro, mantenendo la propria identità segreta, continuarono ad aiutare il popolo con i loro insegnamenti, studiando al contempo nuove tecniche per sconfiggere gli altri monaci corrotti e l’esercito della Manciuria.
Nacquero così nuovi stili di kung fu tra cui lo Tsay Lii For (in cantonese Choi Lei Fat), codificato, secondo la tradizione, nel 1836 da Chan Heung, originario di Canton. Questo stile prende nome dal fatto che Chan Heung lo volle dedicare ai suoi due maestri Choi e Lei, entrambi discendenti di Shaolin. Il termine "Fat" significa Buddha e siccome il tempio di Shaolin era di religione buddista, Choi Lei Fat vuole dire che i maestri Choi e Lei erano discendenti di Shaolin. Il Choi Lei Fat è un sistema caratterizzato da attacchi effettuati con la massima velocità e a ripetizione continua, che si esauriscono solo quando l’avversario è battuto.